Il mondiale negli occhi del cavallo

Il mondiale negli occhi dei cavalli, nelle loro bocche serrate attorno a morsi di metallo, nelle loro volontà soggiogate, prima ancora che da briglie e speroni, dall'arroganza umana, che non ascolta, non vede al di la delle proprie esigenze, del proprio divertimento.

Una prevaricazione talmente consolidata e condivisa, quella dell'uomo sul cavallo, che si perpetua senza neanche lontanamente porsi il problema di quale sia il punto di vista del cavallo in tutto cio'

Si arriva anzi a raccontare che il cavallo è felice di partecipare a questo scempio che gli uomini chiamano sport, ma che specie a questi alti livelli è il trionfo della sopraffazione.


Io c'ero e migliaia di foto testimoniano questa prevaricazione. Ne ho scelto solo alcune, inserendole nel video che segue, ma vorrei averle potute mettere tutte, per far si che il vuoto e la rassegnazione dei loro sguardi, le bocche contratte e i loro colli incignati, potessero raccontare la loro versione di questo mondiale.


Sono stata per lunghi anni nella equitazione convenzionale, frequentando cavalli fin da piccola. So cosa si prova ad avere un contatto cosi' stretto e coinvolgente come lo si ha quando si sale in sella.

Oggi vedo le cose in modo completamente diverso, non salgo sulla sua schiena, né con la sella né senza e lascio che il cavallo sia quello che è senza chiedergli null'altro.

Questo mi porta a puntare il dito NON contro le persone che praticano l'equitazione, per lo piu' inconsapevoli e in buona fede come lo sono stata io, ma contro la cultura di prevaricazione che c'è dietro questo modo di interagire col cavallo e contro l'industria del cavallo che prospera a scapito di umani e animali.

Se l'arroganza di cui parlo in questo video mi fa tanto male, sicuramente è perchè l'ho esercitata anche io nei confronti dei cavalli che montavo, non chiedendomi quale potesse essere la loro opinione in proposito. Poi un giorno me lo sono chiesta, ho cominciato a ricordare cosa mi ha sempre spinto verso il cavallo e perchè: si trattava di puro amore. Ma non ci puo' essere amore o amicizia quando c'è coercizione, non ci puo' essere autenticità in un legame che si basa su condizionamento ed addestramento. Questo mi ha spinto in un percorso, un cammino ancora in corso che mi ha portato a raggiungere e a divulgare una dimensione in cui non c'è spazio per sopraffazione ma ascolto e condivisione.


Dedicato al popolo con la criniera e a tutti quelli che hanno già intapreso o intraprenderanno un percorso verso un modo diverso di vivere e relazionarsi con il cavallo.

Letizia Stagno - EquIncontro Natura






The world championships through the eyes of the horses. Their mouths tied closed around metal bits, their wills subdued, even before bridles and spurs, by human arrogance. Humans who do not listen, do not see beyond their own needs, their own entertainment. A common abuse becomes acceptable for those who do this. It does not even remotely ask the question of what the horse's point of view is in all this, even going so far as to tell themselves and others that the horse is happy to participate in this destruction that men call sport, harmony, and shared fun, but which especially at these high levels is the epitome of oppression. I was there and thousands of photos testify to this unfair and distasteful abuse. I have chosen only a few, but I wish I could have put them all, to ensure the emptiness and resignation of their gazes, their contracted mouths and their angry postures, could tell their version of this world championship. Dedicated to the souls with flying manes and to all those who have already started or will undertake a path towards a different way of living and relating to the horse. There can be no love or friendship when there is coercion, there can be no authenticity in a bond that is based on conditioning and training.




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