EquIncontro

      Cavalli&Natura

 

La nostra filosofia

 un modo nuovo di concepire l’incontro tra l'uomo e il cavallo

EquIncontro Natura è nata con il sogno di avvicinare le persone di ogni età al cavallo e alla natura, attraverso un approccio etico ed equilibrato con il cavallo stesso, ma anche per suggerire nuovi orizzonti didattici ad educatori, insegnanti ed operatori sociali, che interagiscono con il cavallo nel loro ruolo professionale.

Il nostro viaggio è cominciato e continua tutt'oggi con il fine di trasmettere la conoscenza del cavallo come essere sociale e promuovere una interazione etica e consapevole, imprescindibile da un contesto naturale, come un bene per persone, animali e come valore da tutelare e da diffondere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EquIncontro Natura trae ispirazione dall’approccio zooantropologico come modalità irrinunciabile per un’interazione sana ed etica tra uomo e cavallo, rifiutando qualsiasi utilizzo del cavallo di carattere prestazionale. Questo approccio, che si basa sul riconoscimento della soggettività, della diversità e della peculiarità dell'alterità animale, trova una applicazione piu' generale nel nostro relazionarci con tutti gli esseri viventi, animali, vegetali e anche umani.

Nelle attività promosse da EquIncontro Natura, il cavallo è un compagno di viaggio, un tramite che ci guida alla riscoperta del contatto autentico con noi stessi e ciò che ci circonda.

Relazionarsi in maniera autentica con il cavallo significa infatti riscoprire il valore della relazione come chiave universale per interagire con altri esseri viventi - umani e non - e riprendere o approfondire il contatto con se stessi.

EquIncontro Natura è anche coltivare una cultura di pace attraverso una informazione sempre aggiornata, arricchita da incontri di approfondimento su tematiche sociali, equo-solidali e in generale riguardanti il vivere etico e sostenibile.

EquIncontro Natura è un’occasione per conoscere e approfondire con un approccio sistemico, esperienziale ed interattivo aspetti riguardanti la flora e la fauna del nostro territorio, anche attraverso escursioni zooantropologiche ed osservazioni sul campo

L'associazione si rivolge a tutte le persone, adulti e bambini, con una attenzione speciale a quanti, svantaggiati o portatori di handicap, possano trovare, nelle varie sfaccettature ed espressioni dell’approccio zooantropologico, relazionale e sistemico, un modo per esprimere e valorizzare la propria peculiarità ed unicità, valori fondamentali nella filosofia della associazione.

EquIncontro Natura dunque come incontro con il cavallo, incontro con la natura ma anche incontro con se stessi, per riappropriarsi di una dimensione troppo spesso soffocata dalla vita quotidiana.

 I cavalli di EquIncontro Natura vi aspettano nella cornice naturale del Parco dei Castelli Romani per una esperienza ricca e profonda.

Da non perdere!!!

Costruttori di Pace

Quando un approccio etico al cavallo e alla natura diventano un importante strumento di pace 

 


“Insegnare musica non è il mio scopo principale. Io voglio creare buoni cittadini. Se i bambini sentono bella musica dal giorno della loro nascita, ed imparano a suonarla, essi sviluppano sensibilità, disciplina e costanza, ottengono un cuore bello”
Shiniki Suzuki



Questa sezione, dedicata alla Pace, inizia con una citazione di Shiniki Suzuki, celebre violinista e insegnante del secolo scorso che con il suo metodo avviò alla musica milioni di bambini.
La sua “missione” era contribuire con la musica all'educazione interiore dell'uomo, sviluppando abilità nascoste che potessero dare qualità alla vita.

Equincontro Natura ama accostare con umiltà ed ammirazione la filosofia del grande maestro Suzuki attraverso un meraviglioso parallelo:

 

la nostra musica ad EquIncontro Natura è il cavallo;

 

L'intento è far conoscere il cavallo sotto altre prospettive, al fine di promuovere un approccio diverso, più sano e consapevole a questo animale, anche attraverso un percorso di crescita personale che vada ad alimentare e promuovere una cultura di pace in senso più ampio.

La presenza sempre più ingombrante dell’uomo sulla terra, con la pressione che ne consegue sull’ ambiente e le creature viventi, nonché la sua spiccata predilezione per animali che per diletto od utilità lo hanno accompagnato nella sua evoluzione, rende la convivenza uomo-cavallo profondamente consolidata.
Alcune correnti della realtà animalista, ritengono che la cosa migliore che l’uomo possa fare per gli animali (cavalli inclusi), sia quella di estinguersi. In realtà anche l’uomo in tutte le sue manifestazioni (anche le più nefaste) è un animale prodotto della natura. E se la nostra evoluzione culturale ci ha portato a distorsioni e aberrazioni che hanno esaltato gli effetti deleteri di un approccio nettamente utilitaristico (che d’altra parte è proprio anche di altre specie) a scapito delle altre creature, crediamo profondamente che una coesistenza diversa, basata sul riconoscimento reciproco, sia non solo auspicabile ma anche fattibile.

Siamo convinti che gli animali non debbano solo soccombere all’invasività del genio e della sregolatezza umana, ma che sia possibile una relazione sana ed equilibrata con l’uomo, un contatto fonte di beneficio reciproco.

 

E il binomio uomo – cavallo, con i giusti presupposti, può esserne un valido esempio.


Al di la dell’uso zootecnico del cavallo e del suo impiego in attività lavorative rurali, per lo più superato in gran parte del mondo insieme all’utilizzo bellico, il grosso dell’interazione uomo-cavallo passa attualmente per l’equitazione convenzionale e le attività equestri ricreative e sportive che ad essa fanno riferimento.
Purtroppo, in questo tipo di approccio, specie in ambito sportivo, ci si allena alla prevaricazione del cavallo, con scarsa attenzione alle sue esigenze di specie e di individuo. Riguardo alla gestione del cavallo, tutto, dalla stabulazione, all’alimentazione, ai ritmi, agli strumenti (ferri e imboccature inclusi) è pensato per la comodità e la fruibilità dell’uomo ed in termini di rendimento del cavallo. Dal punto di vista comportamentale, c’è quasi l’ossessione del rispetto (molto spesso a senso unico, cioè quello dovuto dal cavallo), del farsi valere, della dominanza o leadership, termine usato e abusato dalle correnti alternative di equitazione“naturale”.

In quest’ottica invasiva ed ottusa, con rare eccezioni, vengono iniziati anche i più piccoli e l’esuberanza e la prepotenza che è assolutamente normale e fisiologica nei bambini, prende il sopravvento, conciliandosi ottimamente con i metodi (spesso) abbastanza spiccioli dell’istruttore di turno. Risultato: bambini tigre su Pony giocattolo spinti a livelli di competizione che neanche un adulto potrebbe sopportare senza conseguenze, per non parlare poi del disagio dei cavalli. I bambini meno “aggressivi”, che manifestano una certa riluttanza a “guidare” il cavallo imponendogli comandi e direttive , iniziano presto a sperimentare un tipo di frustrazione che avranno modo di incontrare abbondantemente nel corso della vita, in una società che esalta la competizione ed è scarsamente attenta alla natura del singolo, umano o animale che sia, incoraggiando invece la massificazione e l’omologazione. La riluttanza di questi bambini è spesso etichettata (anche dai genitori stessi) come insicurezza, incapacità e ciò da libero accesso a paure e sensi di inadeguatezza.

E questo vale anche per quegli adulti che colgono le distorsioni del mondo dell’equitazione, ma pur avendo una maturità che consente loro di classificare il disagio e razionalizzarlo, non conoscendo alternative, continuano la vita di maneggio per poi spesso disamorarsi del tutto e abbandonare la loro passione per il cavallo.

Dopo queste riflessioni, sembra scontato sottolineare come l’approccio convenzionale al cavallo (e anche buona parte di quello che si definisce “naturale”), sia lontano anni luce dal promuovere una cultura di pace che passi per il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità inter/intraspecifiche. Non facilita una cultura di condivisione, di empatia ed elasticità ma spinge verso l’ottenimento di obiettivi con scarso riguardo al percorso effettuato, ai mezzi per raggiungerli e al benessere e alla conoscenza reciproca.

Ma proviamo a considerare il cavallo dal punto di vista Zooantropologico, come un essere senziente dotato dei requisiti di soggettività, diversità , peculiarità. Solo questo richiede un’apertura al confronto costruttivo, una sensibilità, un riconoscimento dei propri limiti e della propria essenza (sai chi sei proprio quando ti confronti autenticamente con qualcosa di diverso), una disposizione ad entrare in un contatto empatico e capire le esigenze dell’altra parte, a mettersi in ascolto di noi stessi e di ciò che è fuori di noi, decentrando l’attenzione sull’altro e sulla soglia tra le percezioni dei rispettivi mondi.

Porsi davanti ad un cavallo, consapevoli di essere di fronte, non ad un oggetto sul quale riversare le proprie aspettative, frustrazioni, desideri ma ad un compagno di viaggio, con il quale contaminare reciprocamente le rispettive diversità, è un avventura fantastica ed allo stesso tempo una vera e propria scuola di vita.

Un’esperienza che incide profondamente anche sul modo di relazionarci ai nostri conspecifici, spalancando le porte ad una cultura di comprensione e condivisione.

Un approccio olistico e sistemico, volto a considerare aspetti globali del benessere e della relazione, non può che avere una valenza che va molto oltre l’interazione uomo-cavallo e sviluppa qualità ed attitudini che predispongono ad un confronto più costruttivo con ciò che ci circonda, quale che sia la sua natura.

 

Un’altra citazione per finire

… sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo…. Gahndi

 

Cambiare atteggiamento e approccio nei confronti di animali da sempre utilizzati e piegati alle esigenze dell’uomo, imparare a calarci nel loro punto di vista affinando le nostre percezioni, non per retorico buonismo ma per la genuina volontà di condividere con loro la nostra esistenza in maniera leale ed etica, può davvero allenarci ad essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, in senso universale e al di la di ogni specismo.

Come promotore di una cultura di Pace ed integrazione, Equincontro Natura, oltre a promuovere un approccio etico ed autentico al cavallo, si rende disponibile a gemellaggi e attività sociali multietniche, anche in collaborazione con altre realtà associative e centri culturali.

Per proporre o segnalare attività scrivere a : info@equincontro.it

L'approccio Zooantropologico

 la relazione al centro

 

 

La relazione tra uomo e cavallo e più in generale tra uomo ed animale, con i giusti presupposti, è una fantastica opportunità di scambio di contenuti e ruoli, tra esseri umani e le altre creature. La zooantropologia è una disciplina che analizza la relazione e l'interscambio uomo-animale che essa produce.

Novità dell'approccio zooantropologico è che il contributo attivo dell'animale in questo interscambio, non deriva dal suo mero utilizzo, ma dalla relazione stessa; il cavallo, nel nostro caso, non è più visto come un erogatore di prestazioni, o uno strumento sportivo, ma come un partner, un compagno diesperienze ed attività. Questo da vita ad un modo del tutto innovativo di concepire l’incontro tra umano e non umano e l’interscambio che genera.

 

Nell’approccio zooantropologico, l’animale è definito come “alterità”, ovvero un essere dotato di   soggettività (in contrapposizione con l’animale-oggetto) , diversità rispetto all’uomo (non antropomorfizzazione) e  peculiarità (non categorizzazione ).

 

Il cavallo dunque riacquista la sua dignità di essere senziente e peculiare: nel relazionarci con lui non parliamo più del cavallo, ma di quell'individuo, di quel cavallo. E come individuo con un proprio carattere e una propria soggettività, la sua interazione con l'uomo è considerata un dialogo, una partecipazione attiva e non semplicemente reattiva, proiettiva e di utilizzo, dove cioè l’animale è trasformato rispettivamente in cosa, icona o strumento


 Questo modo di percepire e descrivere l'alterità animale, mette l'uomo in condizione di accettarla nella sua pienezza e  comporta da parte dell’uomo il mettersi in gioco in  un incontro-confronto che fa emergere in lui, motivazioni, emozioni ed interpretazioni diverse del suo stato di essere umano, consentendogli di intraprendere un percorso auto-conoscenza e di cambiamento.


Nelle attività di Equincontro Natura viene posto in primo piano il benessere del cavallo, indispensabile presupposto per qualsiasi interazione etica, cercando di rendere disponibili e valorizzare i contributi reciproci che si generano dalla relazione uomo-cavallo e potenziare la  capacità di entrambi di operare mutamenti benefici reciprocamente, attraverso una diversa prospettiva del mondo.

Per ulteriori approfondimenti sull’approccio zooantropologico, http://www.csiz.eu/pdf/documenti_aree/zooantropologica/Manifesto_Zooantropologia.pdf

Il Pensiero Sistemico

l'illusione della separazione

 

Probabilmente la tendenza spiccatamente umana a separare i vari aspetti della vita, deriva dall’esigenza di capirli meglio.

In verità tutto quello che ci circonda e noi stessi, apparteniamo ad una realtà strettamente interconnessa e inscindibile.

E’ importante conoscere, scoprire, identificare, catalogare, approfondire specifici aspetti, ma solo se poi non si perde di vista ciò che lega il tutto e che fa si che l’insieme non sia solo la somma delle parti ma un qualcosa che possiede delle proprietà emergenti non riconducibili al singolo componente.

 

Tutti i vari aspetti delle attività di EquIncontro Natura presentati in questo sito, sono stati raccolti in sezioni e quindi “categorizzati” esclusivamente per cercare di trasmettere in maniera più chiara il tipo di esperienze che è possibile vivere negli incontri formativi e per permettere sia ai cibernauti che a coloro che poi materialmente partecipano di persona, di orizzontarsi nei vari aspetti, naturalistici, relazionali, zooantropologici etc....

 

Ci tentiamo a sottolineare come in realtà, l’incontro con il cavallo, il contesto naturale, la filosofia che c’è dietro, rappresentino un tutt'uno che darà, in particolare all’esperienze vissute, una valenza che va al di là dei singoli argomenti trattati. (Immagine dal web)

Bambini e Cavalli

 le esperienze che fanno crescere

 Siamo portati per nostra natura a confrontare tutto ciò che ci circonda, utilizzando le esperienze per definire ed inquadrare il mondo in cui viviamo. Questo meccanismo ormai automatico ci permette di arricchire il nostro bagaglio di conoscenze e fin dalla infanzia, getta le basi per interpretare e costruire la nostra realtà. 

L'incontro con la diversità è una opportunità importante per conoscere noi stessi proprio perché in parte, capiamo ciò che siamo quando ci confrontiamo con quello che non siamo.

Quando l'incontro con altri esseri viventi  avviene nel rispetto e nell'attenzione, con un atteggiamento di ascolto, senza prevaricazione ed imposizione, il percorso di conoscenza reciproca rappresenta un viaggio, non solo alla scoperta dell'altro ma anche di noi stessi.

La ricettività, la mancanza di sovrastrutture consolidate tipiche dell'adulto e la spontaneità dei bambini, uniti ad un giusto approccio alla diversità, soggettività e peculiarità animale, è una alchimia unica. Consente di generare dall'incontro bambino-cavallo e dal loro entrare in relazione, un importante contributo per entrambi: una piu' definita consapevolezza di se nel bambino;  la possibilità di una interazione più autentica e diretta nel cavallo.

Altro importantissimo esito di questo incontro e del focus sulla relazione è un allenamento al riconoscimento e al rispetto dell'altro, che va ben oltre alle dinamiche uomo-animale e predispone il bambino all'ascolto e alla interazione empatica e non violenta con le altre persone.

Introdurre bambini e ragazzi nel mondo del cavallo e far loro sperimentare una interazione sana, nel rispetto della sua "cultura"equina, senza imporre al cavallo il punto di vista umano, prendendosi la responsabilità della comunicazione, significa creare o consolidare le basi per una cultura di pace e indirizzare i piccoli verso una età adulta consapevole, in cui la relazione è la chiave e il fulcro per l'interazione con gli altri esseri e  la diversità, un importante stimolo a capire meglio se stessi e l'altro.

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