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L'approccio zooantropologico

nasonaso

La zooantropologia è una disciplina che analizza la relazione tra uomo ed animale e studia gli esiti, frutto del confronto e dello scambio di contenuti e ruoli, che tale relazione produce.

Novità dell’approccio zooantropologico sta nel fatto che questo scambio preveda un contributo attivo (contributo referenziale o referenza) da parte del non umano,  derivante dalla relazione e non dall’utilizzo dell’animale, che non è più strumentalizzato e visto come un erogatore di prestazioni, ma come un partner.  

Secondo la zooantropologia non è corretto applicare strumenti interpretativi del rapporto tra umani per analizzare i contributi referenziali dell’animale. Ciò implica oltre alla necessità di un’analisi nuova dell’interazione uomo-animale, anche delle attività e delle metodologie completamente diverse da quelle previste negli ambiti tradizionali, zootecnici e prestazionali, dando vita ad un modo del tutto innovativo di concepire l’incontro tra umano e non umano e l’interscambio che genera.
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Nell’approccio zooantropologico, l’animale è definito come “alterità”, ovvero un entità dotata di   soggettività  (in contrapposizione con l’animale-oggetto) , diversità rispetto all’uomo (non antropomorfizzazione) e  peculiarità (non categorizzazione ). L’approccio zooantropologico, contrappone l’interazione dialogica a quella reattiva, proiettiva e di utilizzo dove cioè l’animale è trasformato rispettivamente in cosa, icona o strumento. Solo  l’interazione  dialogica è relazionale e consente uno scambio reciproco ed attivo di contenuti e ruoli.

 Altra novità della zooantropologia è la dimensionalità della relazione. Questo implica che la relazione sia strutturabile, configurabile e quindi possa dar luogo ad un range di possibili scenari di interazione con altrettanta diversità di “esiti referenziali” ovvero di contributi reciproci alla relazione stessa. Secondo la zooantropologia infatti la relazione non è mai fine a se stessa ma, sviluppando referenze, essa va considerata comunque produttiva, non necessariamente beneficiale o comunque non beneficiale sempre allo stesso modo.

 L’intersoggettività della relazione, che ovviamente non significa simmetricità o pariteticità di relazione, comporta l’accettazione dell’altro nella sua pienezza e - da parte dell’uomo -  il mettersi in gioco in  un incontro-confronto che fa emergere in lui, motivazioni, emozioni ed interpretazioni diverse del suo stato, consentendogli di intraprendere un percorso di cambiamento.

Lo scopo delle attività di Equincontro Natura è proprio quello di rendere disponibili e utilizzare al meglio i contributi referenziali, in particolare quelli generati nella relazione uomo-cavallo e potenziare la  capacità del cavallo di operare mutamenti benefici sull’uomo attraverso una diversa prospettiva del mondo.

Per ulteriori approfondimenti sull’approccio zooantropologico, http://www.csiz.eu/pdf/documenti_aree/zooantropologica/Manifesto_Zooantropologia.pdf