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Eventi: nel bosco dei briganti

DSC 234604.03.2013 - EquIncontro Natura, condivide e sostiene le attività di altre realtà associative che hanno come filo conduttore il rispetto e la tutela del patrimonio naturalistico e culturale, la valorizzazione del territorio, la salvaguardia delle tradizioni e la promozione di stili di vita più etici e sostenibili.

In questo resoconto, EquIncontro Natura vuole evidenziare le iniziative dell’associazione “Salviamo i Castelli Romani” che da anni opera nel territorio dei castelli romani, sia con attività escursionistiche, laboratori, e momenti formativi/informativi di varia natura, che attraverso l’organizzazione di un forum annuale http://www.forumcastelliromani.org/ che aspira ad essere punto di confronto con altre realtà associative locali e nazionali nonché fucina ed incubatore di idee/progetti da realizzare attraverso la partecipazione dal basso di cittadini ed associazioni. Ecco il resoconto della escursione odierna.

DSC 2353L’aria pungente di marzo e l’ora abbastanza impegnativa per una domenica mattina, non ci hanno scoraggiato! In un gruppo eterogeneo di adulti e bambini ci siamo cimentati in una esperienza a contatto con la natura, ricca di risvolti e spunti interessanti. La nostra guida, Lino con il suo cavallo, ci conduce nel bosco di castagno ceduo che si estende tra i territori di Genzano e Nemi, nella località Le Vallette e nella Macchia della Cavalleria, nel cuore della Macchia della Faiola, che anticamente si estendeva da Ciampino fino a Velletri. Dopo un breve tratto asfaltato che ci scalda i muscoli, ci inoltriamo in salita nel bosco.

La nostra guida ci spiega che si tratta di un bosco giovane, creato ad uso e consumo dell’uomo in sostituzione delle essenze arboree originarie. Lui ne conosce ogni minimo anfratto e si muove come seguendo un filo d’Arianna invisibile, a tratti in sella, a tratti camminando a fianco al cavallo.

Mentre lo seguiamo in quello che a noi sembra un labirinto di sentieri senza capo ne coda, il suo racconto tra storia ed attualità ci accompagna quasi ininterrottamente per quei boschi che, secondo la tradizione, ospitavano in passato più briganti che alberi.

DSC 2396Lungo il percorso, gli uccelli messaggeri di primavera fanno da colonna sonora e le prime fioriture cominciano timidamente a far capolino. Pochi insetti, ancora provati dall’inverno vagano intorpiditi.DSC 2350

Il gruppo procede compatto e di tanto in tanto ci si ferma in una radura per ammirare il paesaggio che Lino descrive dettagliatamente con decine di toponimi, neanche leggesse una carta geografica! Ascoltando i suoi racconti sulla gestione attuale e passata del bosco e sulle tradizioni locali, arriviamo ad una radura dove il paesaggio cambia. In terra, sparsi un po’ ovunque antichi frammenti di manufatti dell’epoca romana compreso il tratto di un antica tubatura che l’associazione “Salviamo i Castelli Romani” ha segnalato invano ai beni archeologici affinché fosse tutelata e che purtroppo è ormai esposta alle intemperie e al passaggio di mezzi agricoli che ne stanno compromettendo l’integrità.

DSC 2380DSC 2377Con un po’ di amarezza per la cattiva gestione di questo patrimonio della collettività che rischia di essere irrimediabilmente danneggiato, il percorso continua sulla via del ritorno. Percorriamo il bosco in discesa raggiungendo la strada asfaltata lungo un tragitto diverso da quello dell’andata. All’arrivo una nostra amica ha con se un contapassi, ci informa che abbiamo percorso la bellezza di 7,9 km. Non ci è sembrato! Quando si sta bene il tempo vola e a quanto pare anche i chilometri!

Grazie a tutti per la bella giornata!  Letizia Stagno